Make.com cos'è: collega i programmi che usi senza programmare
Make.com cos'è e come funziona: collega le app che già usi e togliti di dosso i compiti ripetitivi, senza scrivere una riga di codice.
Marco Rebuzzi
Ogni settimana nella tua azienda succede la stessa cosa: qualcuno copia dati da un'email a un foglio Excel, qualcun altro sposta manualmente un contatto da un form al CRM, e tu ti ritrovi a rincorrere aggiornamenti che potrebbero viaggiare da soli. Non è un problema di persone, è un problema di sistema. O meglio, di mancanza di sistema.
Make (che fino al 2022 si chiamava Integromat) è lo strumento che ti permette di collegare le app che già usi e far girare automaticamente quei compiti ripetitivi, senza scrivere una riga di codice. In questo articolo ti spiego come funziona in pratica e come puoi iniziare a usarlo nella tua PMI.
Cos'è Make e perché è diverso da un semplice "copia-incolla automatico"
Make è una piattaforma di automazione visuale. Costruisci flussi di lavoro trascinando blocchi su uno schermo, collegandoli tra loro come pezzi di un puzzle. Ogni blocco rappresenta un'azione su un'app: ricevere un form, aggiornare un foglio, mandare una notifica, creare un record nel CRM.
La differenza rispetto a strumenti più semplici come Zapier è che Make ti permette di costruire flussi con logica ramificata: "se succede A, fai B, altrimenti fai C". Puoi filtrare, trasformare dati, gestire errori, iterare su liste. È più flessibile, e per una PMI con processi anche solo un po' articolati, questa flessibilità conta.
Non devi essere uno sviluppatore. Devi solo capire il tuo processo, cioè cosa entra, cosa deve succedere, e cosa deve uscire.
I processi tipici di una PMI che si automatizzano subito
Prima di aprire Make, vale la pena fermarsi un momento. Le automazioni più utili non sono quelle più sofisticate, sono quelle che eliminano il lavoro manuale che si ripete ogni giorno o ogni settimana.
Ecco i casi d'uso più frequenti in una PMI:
- Un potenziale cliente compila un form sul sito: il contatto finisce automaticamente nel CRM, parte un'email di benvenuto, e il commerciale riceve una notifica su WhatsApp o Slack.
- Arriva un ordine sull'e-commerce: viene creata una riga nel gestionale, aggiornato il foglio di monitoraggio e inviata una conferma al cliente.
- Viene pubblicato un post sul blog: parte un messaggio automatico ai canali social e una notifica alla newsletter.
- Un preventivo rimane senza risposta per giorni: scatta un promemoria automatico al commerciale.
Se stai lavorando su come strutturare meglio la fase di acquisizione, puoi approfondire anche come costruire un sistema che porta richieste qualificate senza inseguire i clienti, perché Make può diventare la parte operativa di quel sistema.
Come funziona Make: la struttura di uno scenario
In Make, un flusso di lavoro si chiama "scenario". Ogni scenario ha un trigger, cioè l'evento che lo avvia, e una serie di azioni che si eseguono in sequenza.
Come funziona uno scenario Make
Quando costruisci uno scenario, Make ti mostra ogni blocco come un cerchio su una lavagna virtuale. Clicchi su un blocco, scegli l'app (Gmail, Google Sheets, HubSpot, Typeform, Notion, e centinaia di altre), scegli l'azione, e configuri i campi usando i dati che arrivano dai blocchi precedenti. Tutto visuale, tutto cliccabile.
Come costruire il tuo primo scenario passo per passo
Partiamo da un esempio concreto e semplice: un form di contatto sul sito che aggiunge il lead a un foglio Google Sheets e manda un'email di avviso al commerciale.
Passo 1: crea un account su Make. Il piano gratuito ti permette di iniziare e testare. Vai su make.com e registrati.
Passo 2: crea un nuovo scenario. Clicca su "Create a new scenario". Ti trovi davanti a una lavagna vuota con un punto interrogativo al centro.
Passo 3: scegli il trigger. Clicca sul cerchio centrale e cerca l'app del tuo form (Typeform, Tally, Google Forms, o anche Webhooks se il tuo CMS lo supporta). Seleziona l'evento "new submission" o equivalente. Make ti chiederà di autorizzare la connessione con il tuo account.
Passo 4: aggiungi la prima azione. Clicca sul "+" che appare dopo il trigger, cerca Google Sheets, scegli "Add a row". Collega il tuo foglio e mappa i campi: nome del lead va nella colonna Nome, email va nella colonna Email, e così via. I dati arrivano dal trigger, li trascini nei campi.
Passo 5: aggiungi la seconda azione. Aggiungi un altro blocco, scegli Gmail (o Outlook), seleziona "Send an email". Inserisci il destinatario (il commerciale), oggetto e corpo del messaggio usando i dati del lead.
Passo 6: testa lo scenario. Make ha un pulsante "Run once" che esegue lo scenario una volta sola per verificare che funzioni. Compila il form di test e guarda se i dati arrivano dove devono.
Passo 7: attiva lo scenario. Quando tutto funziona, attivi lo scenario e da quel momento gira in automatico ogni volta che arriva un nuovo form.
Make o Zapier: quale scegliere per una PMI
È una domanda frequente. La risposta dipende da quanto sono articolati i tuoi processi.
| Aspetto | Make | Zapier |
|---|---|---|
| Curva di apprendimento | Media: l'interfaccia visuale richiede qualche ora per prenderci la mano | Bassa: più lineare e guidata, adatta a chi parte da zero |
| Flussi con logica ramificata | Sì, nativamente e con flessibilità | Sì, ma più limitato nei piani base |
| Numero di app integrate | Molto ampio, con supporto a webhook e API HTTP | Il più ampio sul mercato |
| Prezzo per uso medio | Generalmente più conveniente a parità di operazioni | Più costoso man mano che cresci |
| Ideale per | PMI con processi articolati, chi vuole flessibilità | Chi vuole partire veloce con automazioni semplici |
Se stai già usando Notion per organizzare il lavoro, Make si integra bene con esso. Puoi approfondire come strutturare la tua operatività leggendo la guida pratica su Notion per gestire il lavoro in PMI, perché le due cose si completano.
Gli errori più comuni quando si inizia con Make
Partire da un processo che non è ancora chiaro. Make automatizza quello che fai, non decide cosa fare al posto tuo. Se il processo manuale è caotico, l'automazione lo renderà caotico in modo più veloce. Prima mappa il processo su carta, poi automatizzalo.
Costruire scenari troppo complessi subito. Il primo scenario deve fare una cosa sola e farla bene. Aggiungi complessità solo quando il flusso base funziona in modo stabile.
Non testare prima di attivare. Make ha strumenti di debug visivi: ogni blocco mostra i dati che ha ricevuto e quelli che ha passato avanti. Usali sempre prima di mettere in produzione uno scenario.
Dimenticare la gestione degli errori. Se un'app è temporaneamente offline, lo scenario si ferma. Make ti permette di impostare notifiche di errore e strategie di retry. Configurale dal primo giorno.
Non documentare cosa fa ogni scenario. Dopo qualche mese avrai diversi scenari attivi. Usa il campo "Note" di Make per scrivere a cosa serve ciascuno, chi lo usa e cosa fa. Ti ringrazierai.
Come Make si inserisce in un sistema di lavoro più ampio
Make da solo non basta. È uno strumento operativo, non strategico. Funziona bene quando fa parte di un sistema più strutturato: un CRM che raccoglie i dati, un tool come Notion o Google Sheets che li organizza, e Make che fa girare le connessioni tra le parti.
Se stai pensando di costruire qualcosa di più solido sul fronte dell'acquisizione clienti, vale la pena leggere anche cosa significa costruire un sistema di acquisizione clienti e perché conta più di una campagna singola. Le automazioni con Make sono spesso il motore operativo di quel sistema.
Un altro aspetto da considerare: Make può integrarsi con strumenti di intelligenza artificiale. Puoi, per esempio, fare in modo che un'email in arrivo venga analizzata da un modello AI prima di essere smistata, o che un testo venga generato automaticamente prima di essere inviato. Questa combinazione, tra automazione e AI, è quella che oggi dà i risultati più interessanti nelle PMI che lavorano in modo strutturato.
Da dove iniziare davvero
La cosa migliore che puoi fare adesso è aprire un account gratuito su Make, scegliere un solo processo manuale che si ripete ogni settimana, e costruire il primo scenario. Non deve essere perfetto. Deve funzionare.
Parti dal form di contatto del sito, dall'email di conferma ordine, dal promemoria sui preventivi senza risposta. Qualcosa di concreto, piccolo, che già conosci bene. Quando vedi quel flusso girare da solo la prima volta, capisci il principio, e da lì è molto più semplice andare avanti.
Se vuoi confrontarti su quale processo automatizzare per primo nella tua azienda, o se hai già iniziato e sei bloccato su qualcosa, scrivimi. Questo è esattamente il tipo di lavoro che faccio con le PMI.
Domande frequenti
Devo avere competenze tecniche per usare Make?
No. Make è pensato per essere usato in modo visuale, trascinando blocchi e configurando campi. Serve capire il proprio processo di lavoro, non saper programmare. Le prime automazioni semplici si costruiscono in pochi minuti.
Make funziona con le app che già uso in azienda?
Make supporta un numero molto ampio di app, tra cui Google Workspace, Microsoft 365, HubSpot, Notion, Slack, Typeform, WooCommerce e molte altre. Per le app non presenti nell'elenco ufficiale, è possibile collegarsi tramite webhook o chiamate HTTP generiche.
Quanto costa Make per una PMI?
Make offre un piano gratuito con un numero limitato di operazioni mensili, utile per iniziare e testare. I piani a pagamento scalano in base al volume di operazioni. Per una PMI con automazioni di uso quotidiano, i piani base sono generalmente sufficienti nella fase iniziale.
Cosa succede se un'app si disconnette o va offline?
Lo scenario si interrompe e Make registra l'errore. Puoi configurare notifiche automatiche che ti avvisano quando uno scenario fallisce, e impostare tentativi di ripetizione automatica. È importante configurare questi controlli fin dall'inizio.
Posso usare Make insieme a strumenti di intelligenza artificiale?
Sì. Make si integra con le API di OpenAI, Anthropic e altri provider AI. Puoi inserire un passaggio di elaborazione AI all'interno di un flusso automatico, per esempio per classificare un'email, generare un testo o estrarre dati da un documento prima di passarli all'azione successiva.


